![]() |
Edouard Boubat |
mercoledì 26 luglio 2017
“È difficile fare le cose difficili...
martedì 25 luglio 2017
Chiudo il tuo libro...
Chiudo il tuo libro,
snodo le mie trecce,
o cuor selvaggio,
musico cuore…
con la tua vita intera
sei nei miei canti
come un addio a me.
Smarrivamo gli occhi negli stessi cieli,
meravigliati e violenti con stesso ritmo andavamo,
liberi singhiozzando, senza mai vederci,
né mai saperci, con notturni occhi.
Or nei tuoi canti
la tua vita intera
è come un addio a me.
Cuor selvaggio,
musico cuore,
chiudo il tuo libro,
le mie trecce snodo.
Sibilla Aleramo a Dino Campana, 1916
snodo le mie trecce,
o cuor selvaggio,
musico cuore…
con la tua vita intera
sei nei miei canti
come un addio a me.
Smarrivamo gli occhi negli stessi cieli,
meravigliati e violenti con stesso ritmo andavamo,
liberi singhiozzando, senza mai vederci,
né mai saperci, con notturni occhi.
Or nei tuoi canti
la tua vita intera
è come un addio a me.
Cuor selvaggio,
musico cuore,
chiudo il tuo libro,
le mie trecce snodo.
Sibilla Aleramo a Dino Campana, 1916
![]() |
Edgar Degas |
Perfino le persone più care...
Mancano i viaggi più straordinari...
venerdì 21 luglio 2017
"Come mai ci hai messo tanto?"
“C’è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”
Raymond Carver
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E’ quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E’ quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”
Raymond Carver
![]() |
Summertime, Edward Hopper 1943 |
Amore di lontananza...
AMORE DI LONTANANZA
Ricordo che, quand'ero nella casa
della mia mamma, in mezzo alla pianura,
avevo una finestra che guardava
sui prati; in fondo, l'argine boscoso
nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
c'era una striscia scura di colline.
Io allora non avevo visto il mare
che una sol volta, ma ne conservavo
un'aspra nostalgia da innamorata.
Verso sera fissavo l'orizzonte;
socchiudevo un po' gli occhi; accarezzavo
i contorni e i colori tra le ciglia:
e la striscia dei colli si spianava,
tremula, azzurra: a me pareva il mare
e mi piaceva più del mare vero.
della mia mamma, in mezzo alla pianura,
avevo una finestra che guardava
sui prati; in fondo, l'argine boscoso
nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo,
c'era una striscia scura di colline.
Io allora non avevo visto il mare
che una sol volta, ma ne conservavo
un'aspra nostalgia da innamorata.
Verso sera fissavo l'orizzonte;
socchiudevo un po' gli occhi; accarezzavo
i contorni e i colori tra le ciglia:
e la striscia dei colli si spianava,
tremula, azzurra: a me pareva il mare
e mi piaceva più del mare vero.
ANTONIA POZZI, Milano, 24 aprile 1929
(da Parole, 1939)
![]() |
August von Brandis |
Opera di August von Brandis
L'oblio
Continua il dubbio...
Non mi dar tregua...
Non
mi dar tregua, non perdonarmi mai.
Fustigami
nel sangue, che ogni cosa crudele sia tu che ritorni.
Non
mi lasciar dormire, non darmi pace!
Allora
conquisterò il mio regno,
nascerò
lentamente.
Non
mi perdere come una musica facile, non essere carezza né guanto;
intagliami
come una selce, disperami.
Conserva
il tuo amore umano, il tuo sorriso, i tuoi capelli. Dalli pure.
Vieni
da me con la tua collera secca, di fosforo e squame.
Grida.
Vomitami arena nella bocca, rompimi le fauci.
Non
mi importa ignorarti in pieno giorno,
sapere
che tu giochi, faccia al sole e all’uomo.
Dividilo.
Io
ti chiedo la crudele cerimonia del taglio,
ciò
che nessuno ti chiede: le spine
fino
all’osso. Strappami questa faccia infame,
obbligami
a gridare finalmente il mio vero nome.
Julio
Cortázar
![]() |
Matteo Pugliese |
Gli innamorati...
Gli innamorati
hanno il raro privilegio
di vivere nell’aria
di respirare aria
di essere circondati dall’aria
un fuoco immenso brucia gli innamorati
si baciano si riconoscono come i ciechi
e con gioia incredibile
ignorando il terreno
tornano a guardarsi negli occhi
ma - cosa insospettata -
gli innamorati
sanno di essere sconfitti in partenza.
Elqui
Burgos, da "Cazador de espejismos"
![]() |
Marc Chagall, Over the town |
giovedì 20 luglio 2017
Io sono folle folle...
mercoledì 19 luglio 2017
Quando eravamo abbracciati...
martedì 18 luglio 2017
Possano le tue scelte...
Che cos'è l'insonnia...
Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni?
Marguerite Yourcenar
Marguerite Yourcenar
![]() |
Johann Heinrich Füssli - Signora alla finestra al chiaro di luna |
lunedì 17 luglio 2017
Io imparo a vedere...
So bene che quando finalmente le nostre voci...
E’
in questo silenzio di circuiti che ti sto parlando. So bene che,
quando finalmente le nostre voci riusciranno a incontrarsi sul filo,
ci diremo delle frasi generiche e monche; non è per dirti qualcosa
che ti sto chiamando, né perché creda che tu abbia da dirmi
qualcosa. Ci telefoniamo solo perché nel chiamarci a lunga distanza,
in questo cercarci a tentoni attraverso cavi di rame sepolti, relais
ingarbugliati, vorticare di spazzole di selettori intasati, in questo
scandagliare il silenzio e attendere il ritorno di un’eco, si
perpetua il primo richiamo della lontananza, il grido di quando la
prima grande crepa della deriva dei continenti si è aperta sotto i
piedi di una coppia di esseri umani.
Italo
Calvino, Prima che tu dica pronto
![]() |
Tamara de Lempicka, Il telefono II,1930,Olio su tavola. |
Tamara
de Lempicka, Il telefono II,1930,Olio su tavola.
venerdì 14 luglio 2017
...si prese una mano con l'altra...
...si prese una mano con l'altra,oscillò in avanti per qualche secondo e poi rimase immobile a guardare nel vuoto. Il dolore fluiva. E certo, era dolore, ma meno insopportabile di quella roba rimasta rinchiusa per tanto tempo.
Ancora quella sensazione...
giovedì 13 luglio 2017
la vita è la meraviglia delle meraviglie...
La
vita è la meraviglia delle meraviglie
E
lo sognavo, e lo sogno,
e
lo sognerò ancora, una volta o l’altra,
e
tutto si ripeterà, e tutto si realizzerà,
e
sognerete tutto ciò che mi apparve in sogno.
Là,
in disparte da noi, in disparte dal mondo
un’onda
dietro l’altra si frange sulla riva,
e
sull’onda la stella, e l’uomo, e l’uccello,
e
il reale, e i sogni, e la morte: un’onda dietro l’altra.
Non
mi occorrono le date: io ero, e sono e sarò.
La
vita è la meraviglia delle meraviglie,
e
sulle ginocchia della meraviglia
solo,
come orfano, pongo me stesso.
Arsenij Tarkovskij
![]() |
Ilya Repin - What Freedom, 1903 |
mercoledì 12 luglio 2017
Non aver paura...
Non
aver paura, sono io. Non senti
che
su te m’infrango con tutti i sensi?
Ha
messo ali il mio cuore
e
ora vola candido attorno al tuo viso.
Non
vedi la mia anima innanzi a te
adorna
di silenzio?
E
la mia preghiera di maggio
non
matura al tuo sguardo come su un albero?
Se
sogni, sono il tuo sogno
ma
se sei desto sono il tuo volere;
padrone
d’ogni splendore
m’inarco,
silenzio stellato,
sulla
bizzarra città del tempo.
Rainer
Maria Rilke
![]() |
J. Fussli, Solitudine all'Alba |
J.
Fussli, Solitudine all'Alba
Si spalancano laghi di stupore...
martedì 11 luglio 2017
Il senso dell'utopia...
lunedì 10 luglio 2017
Alla mia povera fragilità...
Alla
mia povera fragilità
Alla
mia povera fragilità
guardi
senza sprecar parole.
Tu
sei di pietra, ma io canto.
Tu
sei un monumento, ma io volo.
Io
so che il più tenero maggio
all'occhio
dell'Eternità è nulla.
Ma
io sono un uccello e non incolparmi
se
una facile legge m'è imposta.
Marina
Cvetaeva
![]() |
Alberto Terrile |
Mescola un po' d'insania...
domenica 9 luglio 2017
Un fiore non lontano dalla notte...
sabato 8 luglio 2017
Tra noi e l'inferno...
Ma intanto l'anima chiede...
Ma
intanto l’anima chiede e desidera qualcosa di diverso… Invano il
sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere,
cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con
il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che
prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva
ribollire il sangue, da strappargli le lacrime dagli occhi, così
ingannandolo meravigliosamente.
Fëdor
Dostoevskij, Le Notti Bianche
![]() |
Foto di Harvey Turtz |
Iscriviti a:
Post (Atom)
Inutili attese
Inutili attese Parlo e rido come seguendo un copione Vivo come avessi già vissuto cento anni Ho visto scorrere vite non mie Oggetti e rico...

-
Inutili attese Parlo e rido come seguendo un copione Vivo come avessi già vissuto cento anni Ho visto scorrere vite non mie Oggetti e rico...
-
Vicino al Giordano Ore perdute invano nei giardini del manicomio, su e giù per quelle barriere inferocite dai fiori, persi tutti in un s...
-
“Io e lui tocchiamo ormai la vetta del perfetto silenzio/ muti per troppo essere esattamente noi” Aghi Mishòl Maria Kreyn, L'abbrac...